ARTICOLI della dr.ssa Mirella Balla

SINDROME DELL’ABBANDONO

La sindrome di abbandono si esprime con un disagio che va dallo stato di sfiducia all’incapacità di essere “AMABILE”, di sentirsi degni di amore, dalla tendenza all’isolarsi fino agli attacchi di panico.

Quando il paziente giunge dal terapeuta lamenta i suoi malesseri ma non è in grado di comprendere quale è il nodo del suo disturbo. Alla base del disagio c’è un mancato oppure errato accudimento nei primi due o tre anni di vita, oppure un eccesso di accudimento ed un clima famigliare non equilibrato e caotico. 

La sindrome abbandonica ha una parte importante nella vita relazionale di chi ne soffre perchè influisce nella relazione con gli amici, nella relazione con il partner, con i colleghi di lavoro. Non ci si stupisce che chi ha vissuto l’abbandono, quando diventa adulto diventi colui che abbandona.

Quella antica matrice di abbandono che si porta appresso, può essere ripetuta sulle persone care vicine e perpetuarsi nei legami del presente e nelle aspettative future.

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CHE COSA E’ LA MEDITAZIONE

La meditazione è una esperienza di incontro con le costituenti dell’essere: la fisica (corpo), l’eterica (forza), l’astrale (emozioni) l’Io o SE’ (centro unificatore direzionale). E’ un atto interiore attivo (che agisce) nel riuscire a “stare”, nel vedere, nel lasciare fare, mirato a rafforzare l’Io  (centro di coscienza, di consapevolezza, di volontà) a connettersi con il SE’ (mondo sovrasensibile) non è distacco dal mondo ma interazione con il mondo lasciando agire l’aspetto sensibile dell’anima saggia e sapiente.

La meditazione non è finalizzata al rilassamento ma attraverso il rilassamento lascia che emergano gli spazi liberi, non invasi dalla tensione separativa egoica e il tutto si unisca al Tutto costituente la radice originaria.

La meditazione, come dice Jiddu Krishnamurti (filosofo e teosofo di etnia indiana) non è riempire ma è svuotare, non è fare ma è lasciare fare e prosegue dicendo: “c’è una rivoluzione che occorre succeda in noi, se vogliamo sottrarci all’angoscia, ai conflitti, alle frustrazioni in cui siamo afferrati, questa rivoluzione deve iniziare non con le teorie, non con le ideologie ma con una radicale trasformazione della mente”

dal testo DI FRONTE ALLA VITA

La meditazione non è dovere ma bisogno, anelito dell’anima a riprendere il suo terreno interiore originario affinchè il rapporto con il mondo (persone o cose) ritorni ad essere una viva forza di relazione , ponendo fine alla separazione.

La meditazione non è qualcoss di separato dalla vita è l’essenza stessa della vita, del vivere quotidiano, è acquisire consapevolezza del caos interiore e sentire come trasformare i conflitti, il che non si ottiene con l’azione della volontà o del desiderio, ma dalla costante presenza del vedere consapevole (rendersi conto) senza fuggire.